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Cosa c'era prima...

Haravin

Acqua… cos’è l’acqua? Lava via i peccati; cura le ferite ed è un mezzo di fuga.
Questa è la mia storia. Una storia nella quale l’acqua ha avuto un ruolo fondamentale.
Il mio nome è Haravin e sono il Signore di Garcan. Come sono diventato tale è una storia che mi ero promesso di narrare ai miei nipoti, ne avessi mai avuti…

Fuggito da un regno che più non mi apparteneva; presi una piccola nave e approdai su una terra mai conosciuta. Chiesi ad un viandante dove mi trovassi: il mio bagaglio era lo stupore; vestito della stanchezza ed un elmo di speranza.
“Nelle terre di Arod e precisamente nella cittadina di Alatian ser…” Rispose senza quasi interrompere il suo lavoro.
Dinanzi a me si palesava un gigantesco castello, chi vi regnava? Dove diamine ero approdato? C'era la possibilità di fermarmi?

Presi a lavorare e giorno dopo giorno la gente mi accettò, tanto che dopo stagioni di duro lavoro mi fu assegnata la responsabilità del castello di Garcan, che al tempo era disabitato e pressoché vuoto. Mi nominarono signore di Garcan, ma sinceramente non mi sono mai piaciuti i titoli nobiliari; diciamo che tento di tenere unita almeno una parte di Alatian, che ormai è la mia casa, castello, famiglia.

Ma soprattutto… quanto avevo navigato per giungere fin qui!


Anvar

In molti mi chiamano “sua maestà”… in molti mi temono, altri vogliono solo il mio potere.
La noia pervade il mio corpo. Il mio nome è Anvar; anzi… Re Anvar come suol chiamarmi la gente locale. Divenuto re di Alatian per concessione di mio padre ormai defunto. Possa trovar pace l’anima sua.
Ricordo quando, anni orsono, giunse l’unica persona di cui mi fido ciecamente: parlo del primo consigliere Haravin. Personaggio strano, lo ammetto. Strano era il suo passato; altrettanto strane erano le sue idee che non ho mai condiviso in pieno. Eppure è un buon uomo; saggio ed onesto.
Inoltre non mi costa neanche tanto; poiché pare odiare lo sfarzo in cui vivo. Interessato solo ad Elisewin; la mia cara figliola. Amo vedere quei due passeggiar per le vie di Arod ciarlando allegramente. Elisewin ha un grosso carico da sopportare e vederla allegra mi riempie di gioia.
Fortuna che la guerra è finita poco prima che Haravin arrivasse qui e non sa cosa si nasconde sotto di noi

Nemesys

PERSO! Come un branco di falliti abbiamo perso una guerra importantissima!!
IO SONO NEMESYS! IL SOVRANO DI IMRAUNARA! Ho con me un glorioso esercito e come un fallito ho perso la guerra.
Dannata Elisewin… dannata strega! Se solo non avesse avuto i poteri magici di cui dispone l’intero regno di Alatian sarebbe mio.
Devo attaccare di nuovo, un’ultima volta…devo uccidere Elisewin ed allora niente e nessuno potrà più fermarmi!

Gwen

Dal chiaro sole alle selve più remote, dai neri bassifondi alla mia nuova casa. Gwen è il mio nome, Dama di Imraunara. Giunsi in queste terre anni dopo l’uccisione della Stregona, e non me ne andrò finchè non avrò vendicato la cecità del mio Signore. Fui Mercenaria: sotto di me sarà nuovamente un Esercito… sotto di me la superficie non vedrà più il giorno. Il sangue tingerà nuovamente le mie rosse vesti, la mia rossa chioma, le mie rosse labbra…


Destini diversi; ma uniti in modo inscindibile.
Una notte di molte lune fa, Nemesys affiancato da un gigantesco esercito di creature attaccò il castello di Re Anvar. Costui era in preda al panico poiché nulla poteva dinanzi ad un tale attacco:
vedeva gente a lui cara morire, guardie perire per la di lui difesa.
La furia di Nemesys, mista alla voglia di sangue, aumentava…lentamente si avvicinava alla stanza del trono pronto ad uccidere chiunque avesse intralciato i suoi sogni di gloria.
Un potente calcio spalanca la porta del trono….
Dinanzi alla malvagia creatura vi erano Haravin ed Elisewin pronti a difendere il Re.
La battaglia non si fece aspettare: stridore di lame, incantesimi e strani rumori echeggiavano nella stanza. Una mossa falsa… una cattiva movenza ed Haravin venne preso in ostaggio da Nemesys.
“Anvar!Uccidete vostra figlia e libererò il vostro amato consigliere”
Il Re era in preda al panico…
“Anvar!Uccidete vostra figlia e libererò il vostro amato consigliere”
La frase tuonava ancora nella testa dei presenti
“Anvar!Uccidete vostra figlia e libererò il vostro amato consigliere”
Elisewin non riusciva a sopportare una tale richiesta…allora prese il pugnale e con forza
Lo infilzò al di lei petto…la bianca veste, lentamente assunse un rosso colore; la giovane
Sorrideva e piangeva. Amaro sorriso…
Tutti al di lei gesto rimasero impietriti… Nemesys allentò la presa tanto da permettere ad Haravin di sferrare un affondo agli occhi del malvagio.
Mai Alatian udì un così straziante urlo…preso dal dolore e dal panico Nemesys barcollò per la stanza; permettendo ai due superstiti di avere la meglio su di lui.
Lo scontro finì; ancora una volta la cittadina di Imraunara venne sconfitta… tutti i malvagi vennero esiliati per sempre nei sotterranei e non dovevano più far ritorno nel “Regno di sopra”.

Dopo la morte di Elisewin i rapporti tra Anvar ed Haravin si incrinarono finchè lo stesso consigliere decise di isolarsi un po’ e, con alcuni seguaci, fece fondare un borgo montano sulle terre ove in principio approdò, l’area di Garcan.

Adesso Alatian è divisa in tre aree: Garcan “la montana”, Antres “la marina”, Imraunara “la sotterranea”.